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Normativa manifestazioni a premio

Le manifestazioni a premio nascono come strumento promozionale e pubblicitario a mezzo del quale i Professionisti (ai sensi del Codice del Consumo, Soggetti che esercitano professionalmente attività imprenditoriale, commerciale, artigianale) promettono uno o più prestazioni (premi) ad utenti, principalmente Consumatori (persone fisiche che agiscono per scopi estranei alle attività dei Professionisti), che compiono determinate azioni o si trovino in determinate condizioni, a monte predeterminate.
Da non confondere con l’ “offerta al pubblico” regolata dall’art. 1336  c.c., e che da essa si distingue per essere quest’ultima un vero e proprio contratto che necessita di accettazione, orientato verso una collettività indeterminata di possibili destinatari, le promesse al pubblico sono regolate dall’art. 1989 c.c. e sono caratterizzate dall’indeterminatezza del destinatario. Con la promessa e la sua pubblicità il Professionista (promittente) si impegna pubblicamente nei confronti di potenziali utenti (promissari) i quali non assumono nessun obbligo nei confronti del promittente.
I soggetti destinatari delle manifestazioni premiali hanno il diritto ad ottenere la prestazione promessa per il solo fatto di dimostrare di avere compiuto l’azione prevista o di trovarsi in una determinata situazione, così come previsto dai dettami di cui all’art. 1989 c.c.

REGOLAMENTAZIONE NORMATIVA

L’assenza di regolamentazione del settore ha spesso provocato confusione e commistione con attività riservate allo Stato (lotterie e attività di gioco con raccolta di denaro dal pubblico) che è intervenuto nel 2001 di fronte all’esigenza di regolamentare le manifestazioni premiali di fronte, anche, all’evoluzione degli strumenti promozionali, delle tecniche di vendita, dei canali di vendita, delle modalità di accesso agli acquisti e la modifica nel tempo delle abitudini dei consumatori.
Il primo e ad oggi unico strumento regolatorio è rinvenibile nel d.p.R. n. 430 del 2001 [1](https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2001/12/13/289/sg/pdf ) che, con l’ausilio della CIRCOLARE 28 marzo 2002 n. 1/AMTC (https://www.mise.gov.it/images/stories/normativa/circolare_28_marzo_1AMTC.pdf) costituisce il vulnus giuridico delle Manifestazioni a premio sulla base del citato art. 1989 c.c.
La norma ha previsto il Ministero delle Attività produttive (oggi il MISE) a garanzia del corretto adempimento degli obblighi ed oneri dei Soggetti che indicono manifestazioni premiali, avendo come principale riferimento il rispetto della pubblica fede.
Il d.P.R. 430 del 2001 individua:
le tipologie di manifestazioni e le attività che rientrano nelle manifestazioni a premio; i Soggetti che le promuovono (Promotori) e i destinatari; i premi; manifestazioni escluse dal d.P.R. 430, vietate; obblighi giuridici, oneri, adempimenti burocratici obbligatori. Circa gli adempimenti fiscali dei Promotori, questi sono sanciti dal D.P.R. n.633/1972 e dall’art. 19, c.1 della L. 449/1997, nonchè molteplici pareri della preposta Agenzia delle Entrate e linee guida della Corte di Cassazione, Sez. Tributaria.
A seconda della tipologia di manifestazione indetta e di premi erogati, il peso fiscale dell’iniziativa, mai riversabile sul percettore del premio, può riassumersi in:
- Indetraibilità dell’iva assolta sull’acquisto di beni o servizi destinati a premio, oppure
- Versamento di una imposta sostitutiva pari al 20% del prezzo di acquisto dei premi nel caso in cui i beni o servizi siano a) esenti da IVA; b) non imponibili ai fini IVA ai sensi del D.p.R. n. 633/1972; c) non rilevanti o fuori dal campo di applicazione dell’IVA (ad es. buoni acquisto o sconto, contibuti, ecc.); d) determinati premi (viaggi, pacchetti turistici, ecc.)
Il Legislatore, al fine di tutelare la pubblica fede e affinchè la promessa al pubblico sia validamente effettuata, ha imposto ai Promotori la stesura, l’invio preventivo al Ministero competente e la successiva pubblicazione del Regolamento della manifestazione, che deve contenere tutti gli elementi indicati dal D.P.R. n. 430 e, tassativamente, quelli di cui agli artt. 10 e 11.

[1] Regolamento concernente la revisione organica della disciplina dei concorsi e delle operazioni a premio, nonchè delle manifestazioni di sorte locali
 
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